Esisterà ancora il corpo umano nell’era dell’immateriale che si sta profilando? Forse siamo di fronte a una svolta epocale, simile al passaggio che otto millenni fa ci condusse dal Neolitico alle prime grandi civiltà. Ma i corpi non sono annullati. Anzi, reclamano vita e senso, combattono tra ordine e caos, cercano respiro tra il nuovo e l’antico. La scommessa è provare a dar conto del continuo divenire dei corpi esplorando i movimenti dei loro sensi, che coinvolgono fisicità e pensiero, materia e mente, come suggerisce Fernando Pessoa nel suo celebre verso: «Ciò che in me sente, sta pensando». Ma occorre anche spingersi oltre i sensi classici: toccare, vedere, ascoltare, gustare, odorare. Non coinvolge corpo e spirito anche il desiderare? O il soffrire? O l’errare? O il ricordare? O avvertire la percezione della fine? È un territorio che la ricerca sta esplorando. Lo hanno saputo dire i poeti. E lo proviamo ogni giorno nelle nostre vite.

Gabriella Caramore
Ciò che in me sente sta pensando
Sul divenire dei corpi
UTET, pp. 176, euro 18

Pagina UTET sul libro

Vilhelm Hammershøi, Interno con giovane donna al pianoforte, 1901

È inverno o primavera? Non lo sappiamo,
siamo, e non siamo niente
nella molteplicità
continua delle apparenze,
però dentro la vita, dentro
il meraviglioso istante.
Mario Luzi

In questo libro ho provato a dire molte delle inquietudini dell’età che sto vivendo, in una forte tensione tra sincerità e pudore. Cercando di non aggirare le difficoltà che si incontrano in questa fase della vita, e nemmeno di sfuggire a quell’impensabile “muro opaco” che sta al termine di ogni umana esistenza. Non è stato semplice. E sono consapevole che questi miei pensieri, pieni di dubbi e di incertezze, di svolte e di ripensamenti, di malinconie e di slanci non sono che appunti provvisori sul tema della vita che finisce. L’antropologo Marc Augé ha scritto che “la vecchiaia non esiste”. In un certo senso è vero: essendo una dimensione del tempo, ciascuno ne ha una percezione personale e fuggevole. Ma pone di fronte a sensazioni molto tangibili di debolezza, di fragilità, di insicurezza che ciascuno sperimenta in maniera diversa.  Nello stesso tempo può aprire anche a nuove considerazioni su come sia possibile ridare significato alle singole vite che, proprio quando arrivano al loro termine, a volte sembrano non averne alcuno. In questo senso, la vecchiaia “esiste”. E va pensata, oltre che vissuta.

                                                    La parola Dio
                                                                   Einaudi, Torino, 2019

Croce e Resurrezione
Il Mulino, Bologna, 2018

La vita non è il male
Salani, Bergamo, 2016

Pazienza
Il Mulino, collana “Parole controtempo”, Bologna 2014

Il perdono della luna
Letteratura Universale Marsilio, 2018

Come un bambino.

Saggio sulla vita piccola
Morcelliana, Brescia, 2013

Racconti spirituali
Edizioni Einaudi, 2020