CON ALTRI2019-07-15T06:38:48+00:00

Scritti con altri

Simone Weil

AA.VV. L’Europa di Simone Weil. Filosofia e nuove istituzioni, a cura di Rita Fulco e Tommaso Greco, Prefazione di Roberto Esposito, Introduzione di Giancarlo Gaeta.

Quodlibet Studio, 2019

“DARE REALTA’ AGLI ESSERI E ALLE COSE”. UN PROGETTO DI GIUSTIZIA

Particolare da “Chiamata di Matteo”,
Caravaggio

AA. VV., Giubilei. Spiritualità, storia, cultura, a cura di Luca Massidda,
Utet grandi opere 2016

IL CUORE DALLA PARTE DEI MISERI

La parola “misericordia” ha sapore antico. Difficile sentirla oggi usare nel linguaggio comune. Le rimane addosso un’enfasi religiosa allusiva a un intervento dall’alto in soccorso di chi si affatica e patisce sulla crosta della terra, che la rende estranea alla lingua di questo tempo. “Ormai solo un dio ci può salvare”, è stato detto.
Leggi l’intero saggio.

Copertina di “Atlante di zoologia profetica”

AA.VV., ATLANTE DI ZOOLOGIA PROFETICA.  ATELIER DELL’ERRORE,
a cura di Marco Belpoliti
Corraini Edizioni 2016

LA RABBIA E LA GIUSTIZIA

Quando ho visto per la prima volta i disegni dei “piccoli maestri” dell’Atelier dell’errore, sono rimasta sopraffatta dalla potenza dei colori, dall’ardire degli accostamenti, dalle forme graffiate, arrabbiate dei disegni, qua e là alternate con una certa pesantezza nei volumi, una malinconia nello sguardo di questi animali fantastici: qua e là una espressione attonita, come di stupore o sorpresa. ….
Leggi l’intero saggio

5 VARIAZIONI SUL CREDERE

Caramore – Houshmand – Carucci Viterbi – Masi – Viroli
a cura di Marco Bouchard
EGA (Edizioni Gruppo Abele) – 2014 

Perché credere oggi?
Questa è la domanda che è stata rivolta agli autori: non solo a coloro che rappresentano le diverse fedi monoteiste, ma anche a chi osserva, dall’esterno, i movimenti del credere e a chi professa una fede puramente civile.

Marco Bouchard, magistrato, figlio di un pastore protestante, ha presieduto nel 2010 il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste. Per le Edizioni Gruppo Abele ha pubblicato Credere e appartenere. Monaci, eretici, mercenari.
Gabriella Caramore, scrittrice, autrice e conduttrice radiofonica, cura dal 1993 per Radio Rai 3 il programma Uomini e profeti,dedicato ai temi dell’attualità religiosa e all’approfondimento dei testi e delle figure delle grandi tradizioni religiose.
Shahrzad Houshmand, nata a Teheran nel 1964, teologa, è docente di Studi islamici presso la Pontificia Università Gregoriana e componente del direttivo del Cipax (Centro interconfessionale per la pace).
Benedetto Carucci Viterbi, rabbino, studioso di ermeneutica dei testi sacri, insegna Esegesi biblica e Letteratura rabbinica presso il Collegio rabbinico italiano ed è autore di numerosi saggi in volumi collettanei e monografici.
Fabio Masi, prete cattolico, dal 1982 è parroco della parrocchia di Santo Stefano a Paterno in Bagno a Ripoli nei pressi di Firenze.
Maurizio Viroli, studioso di filosofia della politica e di storia del pensiero politico, è professore emerito di Teoria politica all’Università di Princeton e all’Università della Svizzera italiana a Lugano. Tra i suoi molti libri: Come se Dio ci fosse. Religione e libertà nella storia d’Italia, Einaudi, 2009.

Josif  Brodskij

JOSIF BRODSKIJ, LA MIA VITA È UN’ASTRONAVE
di Gabriella Caramore

Intervista radiofonica del 17 gennaio 1993 all’interno dela trasmissione di Radio 3 Paesaggio con figure.
Ora in Josif Brodskij, Conversazioni, a cura di Cynthia L. Haven, Adelphi 2015

“C’era, nel modo di discorrere, di rispondere di Brodskij – ma nel ricordo acquista rilievo anche la cornice di quell’incontro: lo spazio dell’Accademia Americana a Roma, a Villa Aurelia, sul Gianicolo, in cui il freddo eccezionale che avvolgeva la città pareva quasi smentito da accenni di primavera precoce – una particolare accelerazione del tempo logico. Una rapidità nello scartare dalla domanda, offrendo in cambio il conio di un’immagine,di una figura, o un passaggio, che solo in seconda battuta si svolgeva in pensiero. Pareva che un po’ giocasse allo stesso gioco di imprevedibilità che – ci diceva – strutturava similmente un sonetto di Auden o un quartetto di Haydn, in cui il primo verso, o la prima frase, lasciano intatta la sorpresa di quello successivo … ”     p.245