//CROCE E RESURREZIONE
CROCE E RESURREZIONE2018-10-09T06:12:23+00:00

CROCE E RESURREZIONE

Gabriella Caramore – Maurizio Ciampa

IL MULINO  – Collana Icone diretta da Massimo Cacciari – 2018

Nella collana “Icone”, curata da Massimo Cacciari, l’idea è quella di partire da un’immagine per capire come essa sia stata non tanto la “rappresentazione” di un’idea o di una figura del pensiero occidentale, ma abbia invece generato essa stessa pensiero, forma, simbolo nella cultura d’Occidente. “Quel pensiero – scrive Cacciari – non sarebbe venuto alla sua luce, o alla sua ombra, senza essere provocato da quell’immagine che diviene essa stessa sintesi sensibile di una dimensione dell’umano”.

In Croce e Resurrezione Gabriella Caramore e Maurizio Ciampa si sono posti di fronte a due quadri, la Salita al Calvario, di Pieter Bruegel (1564) e la Cena in Emmaus di Rembrandt (1629), cercando di capire come abbiano potuto influenzare la visione nella modernità di due eventi fondanti non solo della religione, ma della cultura d’Occidente: la “croce” e la “resurrezione”. Nella Salita al Calvario di Pieter Bruegel Maurizio Ciampa mette in rilievo il brulicare di gesti, di figure, di grida che accompagnano il percorso verso il Golgota dell’uomo che sarà crocifisso, e che quasi scompare dentro il grande quadro. Qui sembra vincere, allora come oggi, l’indifferenza del mondo che accantona i perdenti, gli umili, gli innocenti. Nella Cena in Emmaus Rembrandt coglie il momento in cui il Cristo “sparisce” dalla vista dei discepoli e sprofonda, dall’ombra, in una lama di luce indistinta. Forse il genio esegetico di Rembrandt ha colto in questa “sparizione” tutta l’essenza della resurrezione: non un Cristo che “promette” il suo ritorno, ma un uomo che ha mostrato come si debba condividere il pane e la fatica della strada, avere pietà dei viventi e operare per la giustizia e per la verità. Come nella nostra contemporaneità, non c’è trascendenza, ma solo il tentativo di vivere la dimensione dell’umano. E proprio dal racconto di questi due “abbandoni” le figure della croce e della resurrezione possono ritrovare nuovo vigore, come simboli di una tensione che attraversa anche la realtà del nostro tempo.

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Eugenio Giannetta, Avvenire, 9 – 3 – 2018
Croce e Resurrezione – Il mistero della Croce per Bianchi e Cacciari

Tempo di libri, tempo di immagini. Un dibattito, quattro persone. Una riflessione da cui partire, molteplici cui giungere.
Il fondatore della Comunità monastica di Bose Enzo Bianchi ed il filosofo Massimo Cacciari da una parte, due scrittori dall’altra: Gabriella Caramore e Maurizio Ciampa, autori di Croce e resurrezione, pubblicato nella collana “Icone, pensare per immagini”, curata per il Mulino proprio da Cacciari.

Leggi la recensione completa: Eugenio Giannetta,  “Croce e resurrezione”

Roberto Righetto, Avvenire, 4 – 5 – 2018
Sulla CROCE – Così l’arte ci interroga
Dalla “Crocifissione di “Grünewald” alla “Cena di Emmaus” di Rembrandt, Caramore e Ciampa si chiedono in maniera radicale che cosa significa oggi il racconto della resurrezione.

 Se c’è un’opera d’arte che raffigura al meglio la resurrezione è l’affresco della discesa agli inferi conservato in una chiesetta alla periferia di Istambul, ora trasformata in museo, San Salvatore in Chora. Si vede Cristo danzare sulle porte dell’inferno, avvolto da una mandorla, e afferrare con le mani Adamo ed Eva, e, dietro di loro, i santi e i profeti che rappresentano tutti gli uomini delle generazioni precedenti. …

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Pubblicato su Arte.com, 18 – 4 – 2018
La sofferenza di Dio

La collana del Mulino «Icone» propone una serie di riflessioni su temi di rappresentazione del sacro nell’arte, nelle sue declinazioni religiose o laiche. Gabriella Caramore e Murizio Ciampa riflettono sui nodi principali dell’iconografia della crocifissione e della resurrezione di Cristo. L’analisi, giustamente, prende in considerazione un limitato numero di opere.  …

Leggi la recensione completa pubblicata su  Arte.com, La sofferenza di Dio

Su doppiozero del 28/05/2018
Michela Dall’Aglio: Resurrezione: mito o mistero?

Nel dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio Salita al Calvario del 1564, si scorge a fatica, al centro di una scena super affollata, Gesù salire al Calvario nell’indifferenza generale. Si fatica a vedere la sua piccola figura e la grande croce che trascina con sé. Tutt’intorno a lui brulica una folla indifferente, affaccendata nelle proprie attività.  Il clima è festoso, non sembra profilarsi alcuna tragedia all’orizzonte. In primo piano, tre donne piangono, consolate da un giovane che sappiamo essere Giovanni, l’apostolo. Ma le quattro figure sembrano fuori posto, quasi fossero dovute perché non si dà la Passione senza le donne piangenti e Giovanni.  …

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RAI Cultura – Letteratura

Radio Radicale – dal Salone del libro di Torino 2018