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LIBRI2018-05-24T08:01:30+00:00

Gabriella Caramore

Leggere prima di scrivere

Il primo accesso all’invisibile me lo ha fornito mia madre. Non recitando preghiere o leggendomi testi sacri, ma raccontandomi innumerevoli fiabe, attingendo a un suo sterminato repertorio e a una sua straordinaria capacità affabulatoria, talvolta introducendo varianti di sua invenzione per farmi apparire sempre nuovi racconti che rischiavano l’usura, anche se in realtà attendevo con un sottile misterioso piacere il momento in cui si arrivava alla ripetizione del passaggio prediletto. Le fiabe, si sa, non appartengono alla letteratura religiosa. Però prestando orecchio al concatenarsi di quelle parole – a lungo, spesso a letto, la sera, prima di dormire, alla luce di un piccolo lume che anche ora dà luce alle mie letture notturne, o durante le frequenti malattie – mi educavo all’arte dell’ascolto, imparavo, anche se oscuramente, la tensione del comprendere. E anche, pur se attraverso incanti e magie, terrori e sortilegi, a distinguere, anche se imperfettamente, il bene e il male.
Più tardi, a otto anni, quando ormai leggevo da sola, divorando i libri – letteralmente “mangiando” gli angoli delle pagine –, mi regalarono un libro che per me fu una svolta: La capanna dello zio Tom, in una bellissima riduzione illustrata, in una collana Oro, se ricordo bene, della Mondadori per ragazzi. Fu per me un’esplosione di senso. Per la prima volta mi trovai di fronte a qualcosa che scuoteva davvero il mio piccolo mondo ben protetto dentro le mura domestiche, i miei minuscoli sentimenti, i miei pensieri ben ordinati. Per la prima volta trovavo la verità della storia, con la sua travolgente violenza; per la prima trovavo lo scandalo dell’ingiustizia, il veleno del razzismo, l’arroganza del potere. Ma, insieme, vi era descritto, nella figura per me davvero nuova e sconvolgente del nero Tom, l’amore che non muore, l’amore che vince ogni cosa, l’amore che accetta di essere sopraffatto per salvare il nemico. Che cosa vi poteva essere di più sconvolgente per una bambina che non aveva mai incontrato nulla del genere? Leggevo e rileggevo i passi della morte di Tom, come se avessi voluto scoprirvi un segreto. Ogni volta quel segreto mi sfiorava, ma non riuscivo mai ad afferrarlo.

Continua a leggere l’intero articolo: “Leggere prima di scrivere“, in rebeccalibri, 26 Marzo 2007

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Letteratura Universale Marsilio, 2018

Croce e Resurrezione
Il Mulino, Bologna, 2018

La vita non è il male
Salani, Bergamo, 2016

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Il Mulino, collana “Parole controtempo”, Bologna 2014

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Morcelliana, Brescia, 2013

Nessuno ha mai visto Dio
Morcelliana, Brescia, 2012

5 variazioni sul credere
Caramore – Houshmand – Carucci Viterbi – Masi – Viroli
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