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BIOGRAFIA2017-09-12T14:18:38+00:00
Gabriella Caramore

Gabriella Caramore

Nota biografica

Gabriella Caramore nasce a Venezia, studia a Padova, vive da molti anni a Roma.
Mossa inizialmente da interessi letterari e filosofici, si è orientata sempre più verso una attenzione al problema religioso, inteso come luogo di confine della conoscenza e dell’esperienza umana.
Nel 1982 ha iniziato a collaborare a Radio 3 curando numerosi programmi, scrivendo radio documentari, conducendo diverse trasmissioni. Dal 1993 ha curato e condotto il programma di cultura religiosa “Uomini e Profeti”: uno sguardo laico, plurale, interdisciplinare sul mondo contemporaneo delle fedi, e nello stesso tempo un approfondimento dei testi fondativi e delle figure di rilievo delle varie sapienze, in dialogo con esponenti del mondo culturale italiano.
Dal 2010 al 2013 ha realizzato sempre per Radio 3, all’interno di “Uomini e Profeti” una lettura e commento della Bibbia (Leggere la Bibbia), in dialogo con i più rappresentativi teologi e biblisti italiani.
Dal 2002 al 2005 ha insegnato “Religioni e comunicazione” presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma, all’interno del  Corso di laurea in Scienze storico-religiose.
Nel 2012 ha ricevuto dalla Facoltà valdese di teologia di Roma la “Laurea Honoris Causa” in Teologia.
Collabora con articoli, saggi e interventi a varie testate culturali, e partecipa a incontri pubblici su tematiche di argomento etico, filosofico, religioso.
Ha curato per la casa editrice Morcelliana di Brescia una collana di spiritualità dal titolo “Uomini e Profeti” in cui sono confluiti molti cicli di trasmissioni dell’omonimo programma radiofonico.
Tra le pubblicazioni più recenti: La fatica della luce. Confini del religioso, Morcelliana 2008; Nessuno ha mai visto Dio, Morcelliana 2012; Come un bambino. Saggio sulla vita piccola, Morcelliana 2013; Pazienza, Il Mulino 2014; 5 Variazioni sul credere (con altri), Edizioni Gruppo Abele; La vita non è il male. Sulle tracce del bene (con Maurizio Ciampa) Salani editore 2016.
Tra i readings: Le sette ultime parole del nostro Salvatore sulla croce, con il Quartetto Borromini (Varallo 2007, Lugano 2008);  Il dono di sé. Pavel Florenskij, con letture eseguite da Giuseppe Cederna (Torino 2010); Da dove viene il Bene? (Unde bonum?) con letture eseguite da Piero Marcelli (Torino 2011); In croce Dedicato a Sofia Gubajdulina, con Mario Brunello, Ivano Battiston e l’Orchestra d’archi italiana (Roma, Radio 3 2012);  Infanzia come sapienza, con Moni Ovadia (Torino 2012); Voci dal silenzio. In Armenia, con Mario Brunello (Festival delle nazioni, Città di Castello, 2014).

La stessa vita si potrebbe raccontare anche così

Sono nata a Venezia, in una casa che dava sul mare. Ma poi sono cresciuta a Padova, in un appartamento che guardava un giardino. Il giardino era il fuori. Io sono cresciuta dentro mura domestiche saldamente robuste e protettive. Il “fuori” a cui avevo accesso erano i libri. Le fiabe, prima ascoltate dalla voce materna e delle sorelle più grandi, e poi lette da sola. Più tardi i libri veri. Letteratura per l’infanzia, e subito dopo i grandi romanzi, la grande poesia. Era il mio modo di scoprire che al di là della mia stanza, al di là del nucleo familiare, dell’atmosfera chiusa della piccola città, il mondo era vasto, imprevedibile, crudele e buono, incredibilmente largo, sconfinato. Non amavo parlare. Ero pressoché muta con gli altri. Parlavo dentro. Scrivevo cose segrete. Poi la vita mi ha presa in giro, catapultandomi in un lavoro in cui parlare è necessario: la radio. Ed eccomi a Roma, a curare varie trasmissioni per Radio 3, tra cui “Uomini e Profeti”.
E qui c’è un’altra beffa.
A me, che mi consideravo radicalmente atea, è accaduto di occuparmi di cose religiose: un altro terreno di scoperte senza fine. Nei testi e nelle esperienze religiose ho trovato uno smisurato desiderio di conoscenza e tutte le gamme dell’esperienza umana.  Ho anche ricevuto una “Laurea honoris causa” in teologia, dalla Facoltà Valdese di Teologia. Ora ho di nuovo voglia di parlare meno e di tornare alla misura silenziosa della parola scritta. Per questo, ogni tanto, mi azzardo a scrivere qualche libretto. La fatica della luce; Nessuno ha mai visto Dio; Come un bambino; Pazienza …; La vita non è il male …  Così mi trovo ad accettare l’errore, o almeno una sfasatura, come punto di partenza. E come tappa obbligata ad ogni svolta della vita.
Per una biografia e bibliografia più completa, invito a consultare la voce di Wikipedia:
https://it.wikipedia.org/wiki/Gabriella_Caramore